Come combattere le fake news

28 Mag 2020 | Social media | 0 commenti

Sempre più spesso sentiamo parlare di come combattere le fake news, e in un periodo complicato come quello del coronavirus abbiamo visto quanto facilmente e velocemente si diffondano, generando uno stato di paura, ansia e rabbia tra le persone. Ma come mai siamo portati a credere alle notizie false? E cosa possiamo fare per combattere le fake news? In questo articolo vedremo quanto sia umano cadere nella trappola mentale delle fake news, ma non temere, ti fornirò anche gli strumenti per riconoscerle e combatterle!

 

Perché siamo così attratti dalle fake news?

La risposta è molto semplice: perché siamo umani! La mente umana, infatti, opera per bias cognitivi, delle scorciatoie mentali che ci portano automaticamente a credere a ciò che ci risulta meno faticoso credere, perché più vicino alle nostre credenze, ideologie e conoscenze. Nel caso delle fake news è soprattutto il bias di conferma a giocare un ruolo fondamentale nella nostra decisione di credere o meno a una determinata notizia, perché tendiamo a volere credere sempre a informazioni che avvalorano la nostra tesi.

La camera d’eco è un altro fattore decisivo nella diffusione delle fake news, perché, oltre a rafforzare le nostre convinzioni, ci porta a volerle anche condividere: le nostre idee, infatti, vengono amplificate quando ci si chiude in bolle informative in cui si condividono e trasmettono informazioni solamente tra persone che la pensano allo stesso modo, senza lasciare spazio ad altri punti di vista.

I 7 modi di fare disinformazione

Le nostre convinzioni, però, non sono sempre sinonimo di verità assoluta, perché troppo spesso — senza che noi ce ne accorgessimo — sono state manipolate da una qualche forma di disinformazione. Pensa che la ricercatrice Claire Wardle ha individuato ben 7 di modi di fare disinformazione! Per poterli riconoscere e combattere le fake news è fondamentale sapere quali sono. Vediamoli, quindi, assieme:

  1. Collegamento ingannevole: è il tipo di disinformazione che si fa accompagnando a un testo un’immagine, un titolo o una didascalia che non corrispondono al contenuto del testo;
  2. Contesto ingannevole: è quando ci si ritrova in una situazione in cui in un contenuto vi sono informazioni veritiere inserite, però, in un contesto falso;
  3. Contenuto manipolato: avviene quando un’immagine o un’informazione vera vengono modificate al fine di ingannare e manipolare le persone;
  4. Manipolazione della satira: è quel tipo di disinformazione in cui un contenuto nato come satirico — quindi intenzionalmente e palesemente falso e non creato allo scopo di ingannare — viene utilizzato in maniera distorta per ingannare;
  5. Contenuto fuorviante: è quando per inquadrare una persona o un problema si fa uso di informazioni del tutto fuorvianti e ingannevoli;
  6. Contenuto ingannevole: è un tipo di disinformazione in cui per avvalorare la notizia si citano fonti che in realtà non esistono;
  7. Contenuto falso al 100%: è un contenuto completamente falso, che non contiene alcuna traccia di verità, ma che viene creata appositamente per trarre in inganno.

 

Come e come mai si diffondono i contenuti falsi?

Ora che sappiamo perché la nostra mente tende a credere alle fake news e che conosciamo i diversi modi esistenti per crearle, cerchiamo di capire assieme quali sono i motivi che portano una persona a diffondere una fake news. Questa è una domanda che anche Claire Wardle stessa si è posta e, basandosi sui 7 tipi di disinformazione, è riuscita a trovare 8 motivi: propaganda, interesse particolare, profitto, influenza politica, ma anche faziosità, cattivo giornalismo, parodia, intento di provocare o prendere in giro.

Un’altra domanda a cui la Wardle è riuscita a darsi una risposta riguarda i principali canali di diffusione della fake news. Secondo la ricercatrice, infatti, una buona parte delle fake news viene diffusa sui social media da persone che ingenuamente ricondividono informazioni false o imprecise, mentre un’altra parte viene trasmessa tramite elaborate reti di bot o troll. Ci sono, poi, anche gruppi di persone in qualche modo collegati tra loro che ne fanno uso per cercare di influenzare l’opinione pubblica. Infine, nella diffusione delle fake news giocano un ruolo importante anche i giornalisti, che, in un mondo in cui le notizie si diffondono alla velocità della luce, a volte decidono di correre il rischio di pubblicare le informazioni appena ne entrano in possesso senza prima verificarle.

 

Cosa fare per combattere le fake news?

Arrivati a questo punto ci siamo fatti un quadro generale piuttosto ampio sulle fake news e sulla loro diffusione. Siamo, perciò, pronti a rispondere all’ultimo fondamentale quesito: cosa può fare ciascuno di noi per combattere le fake news?

Prima di tutto dobbiamo imparare a contestualizzare la realtà e a porci le domande giuste, informandoci bene e esercitando il nostro senso civico. Riguardo a questo punto abbiamo sicuramente bisogno che le istituzioni facciano la loro parte, favorendo un servizio di informazione di alta qualità e di semplice accesso.

Quello che, però, ognuno di noi può fare senza bisogno di alcuna mediazione esterna è molto semplice: NON condividere mai informazioni di cui non possiamo verificare la veridicità. A tale proposito ci sono diversi siti di cui possiamo usufruire per reperire le informazioni di cui abbiamo bisogno:

Fakebusters

Facta

Bufale.net

Covid19Italia Help – account Instagram

Fuckfakenews – account Instagram

Nel caso ci capitasse di condividere una notizia falsa (non ti preoccupare, può capitare a tutti!), l’importante è correggerla subito. Stessa cosa valga per i nostri amici/parenti/conoscenti: se noti che stanno diffondendo contenuti falsi o non accurati, non avere paura di farglielo notare! L’importante è farlo senza mai alzare i toni e senza attaccare. Una discussione tra persone con opinioni divergenti che si basa sulle fonti e sul rispetto reciproco può diventare un momento costruttivo per tutti, mentre una discussione polemica degenererà inevitabilmente in prese di posizione ancora più accentuate e di certo non gioverà la causa contro la diffusione di notizie false.

 

Se questo articolo ti è stato utile e conosci altre persone che come noi hanno a cuore il tema fake news, andando sul mio profilo Instagram potrai trovare un video in cui, con l’aiuto di altri quattro validissimi esperti del settore, ho voluto approfondire l’argomento. Se hai dubbi, domande, perplessità, o se conosci altri siti utili al fine di combattere le fake news e prevenire la diffusione , scrivimi qui sotto nei commenti o contattarmi sui miei canali social!

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.